TERRE DI MATÈ
Italia | Piemonte
Stefania Carrea è una psicologa, ma quando ha ereditato una vigna ha deciso di proseguire in quello che suo padre aveva iniziato: a differenza di Matteo (“Matè”), che conferiva tutte le uve raccolte, ha però scelto di trasformarle per imbottigliare il suo vino. Così è nata, nel 2013, Terre di Maté, che lavora quasi 5 ettari di vigneto, tutto impiantato a Cortese, a Tassarolo (AL), in un’area geografica tra Piemonte e Liguria conosciuta come Oltregiogo.
Da subito, Stefania ha scelto di confrontarsi con fermentazioni spontanee e naturali, realizzando nella prima annata due etichette: la prima è un Gavi DOCG, “la Regaldina”, la seconda il “Maté”, vino bianco senza solfiti aggiunti. Si tratta della stessa pressata di mosto e solo nel primo caso viene aggiunta solforosa. Il primo è un vino più elegante, leggero, come ci si aspetta dalla denominazione, mentre il secondo offre una maggiore complessità, è un vino molto lungo, persistente e che si presta all’invecchiamento.
In seguito, Stefania ha provato a rispondere ad altre curiosità, tutte intorno allo stesso vitigno, realizzando così altre tre etichette, un Macerato (con sei mesi di sosta sulle bucce), un Metodo Classico e infine Oro Vermouth, forse la testimonianza più chiara della sua indole sperimentatrice: quest’ultimo è infatti il frutto di una ricetta originale, al cui interno ci sono 33 spezie, ognuna in infusione per un periodo diverso. Terre di Maté non ha una cantina di proprietà ma lavora in uno spazio in affitto e condiviso con altre tre realtà, uno spazio dentro il quale Stefania Carrea gestisce in via esclusiva un’area, dove sono presenti le sue vasche e le sue anfore, mentre altri mezzi di produzione vengono condivisi.